Morrison Hotel

Fine anni ’70, i Doors non se la passano proprio liscia: le recensioni degli ultimi due album sono tutto fuorchè esaltanti e l’atteggiamento di Jim Morrison non fa altro che complicare la situazione.

Calo di vendite e fan sempre più distaccati dalla band che fanno presagire che le porte per il gruppo, questa volta, si stanno per chiudere definitivamente.

Ci sono tutti i presupposti per apporre la parola fine eppure… si aprono magicamente le porte del Morrison Hotel.

Il quinto album rappresenterà per i Doors un vero ritorno al passato, a quelle sonorità autentiche che avevano fatto raggiungere l’olimpo dell’hard rock e blues.

Il chitarrista Robby Krieger raccontò la nascita del brano Peace Frog: “Avevo qualche idea sulla musica, è un accordo in G, più il riff seguente ovviamente; non avevo ancora un testo, così lo portai da Jim, ma lui non riusciva a pensare a niente che funzionasse. Così iniziamo a sfogliare i suoi libri di poesia e ne trovammo una, “Racconti d’aborto”, e c’erano delle parti davvero cool”.

Altra curiosità è quella riguardante la celeberrima copertina dell’album.
L’addetto del Los Angeles Morrison Hotel non avrebbe permesso di immortalare la hall dell’albergo, ma durante una sua pausa, il fotografo Enrico Dilitz riuscì a scattare una delle istantanee più famose grazie anche alla band che si precipitò all’interno del locale.

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Morrison Hotel, le tracce

Lato A: “Hard Rock Cafe”

  1. Roadhouse Blues – 4:04
  2. Waiting for the Sun – 3:58
  3. You Make Me Real – 2:50
  4. Peace Frog – 2:52
  5. Blue Sunday – 2:08
  6. Ship of Fools – 3:06

Lato B: “Morrison Hotel”

  1. Land Ho! – 4:08
  2. The Spy – 4:15
  3. Queen of the Highway – 2:47
  4. Indian Summer – 2:33
  5. Maggie M’Gill – 4:24